Giuliana Calandra

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Giuliana Calandra nel 1973

Giuliana Calandra (Moncalieri, 10 febbraio 1936Aprilia, 25 novembre 2018) è stata un'attrice italiana.

Biografia[modifica | modifica wikitesto]

Nel 1961, insieme a Lilli Lembo, presenta il Festival di Sanremo. Fa il suo esordio nel cinema con Lina Wertmüller nel film del 1973 Film d'amore e d'anarchia; in seguito è con Dario Argento nel cast del film Profondo rosso (1975) nel ruolo della scrittrice Amanda Righetti, affiancata da David Hemmings, Clara Calamai, Daria Nicolodi e Gabriele Lavia.

Il film le procura un contratto di 12 anni[senza fonte] per il cinema interrompendo la carriera teatrale con film come Caro Michele (1976), L'ultima donna (1976) di Ferreri, Il... Belpaese (1977), Ritratto di borghesia in nero (1978), e la triade di Alberto Lattuada, che valorizzò maggiormente il suo talento di attrice drammatica, Così come sei (1978), Il corpo della ragassa (1979) e La cicala (1980). Nel 1982 è la muscolosa e forzuta domestica in Arrivano i miei di Ninì Salerno.

Nel 1973 interpreta lo sceneggiato televisivo Napoleone a Sant'Elena e l'anno successivo è nel cast di Anna Karenina. Nel 1978 prende parte al ciclo televisivo Rai sulle opere di Eduardo De Filippo, recitando nelle commedie Le voci di dentro. Collabora nel film Il turno (1981) con Vittorio Gassman, Laura Antonelli e Paolo Villaggio, In viaggio con papà (1982), Il petomane (1983), L'allenatore nel pallone (1984) e Desiderando Giulia (1986). Il suo ultimo lavoro è stato nel sequel de L'allenatore nel pallone 2 (2008) accanto a Lino Banfi.[1]

È scomparsa il 25 novembre 2018 ad Aprilia all'età di 82 anni.[2]

Prosa televisiva Rai[modifica | modifica wikitesto]

Filmografia[modifica | modifica wikitesto]

Giuliana Calandra in Storia di una monaca di clausura (1973)

Doppiatrici[modifica | modifica wikitesto]

Note[modifica | modifica wikitesto]

Bibliografia[modifica | modifica wikitesto]

  • Dizionario del cinema italiano. Le attrici, Gremese editore, Roma, 1999.
  • Dizionario dei registi, SugarCo, Milano, 1993.
  • Le teche Rai.

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Collegamenti esterni[modifica | modifica wikitesto]

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